Cambiamento climatico e sonno: le notti più calde ci fanno dormire peggio?
Quando pensiamo al cambiamento climatico, immaginiamo estati sempre più calde, periodi di siccità o eventi meteorologici estremi. Ma c’è un altro effetto che può arrivare direttamente nella nostra camera da letto: la difficoltà di dormire bene quando le temperature notturne rimangono elevate.
Il caldo, infatti, non influenza solamente il nostro comfort, ma può incidere anche sulla durata e sulla qualità del sonno.
Perché abbiamo bisogno di “raffreddarci” per dormire bene?
Il nostro organismo segue un ritmo naturale nell’arco delle 24 ore. Quando si avvicina il momento di dormire, la temperatura interna del corpo tende gradualmente a diminuire: è uno dei processi fisiologici che accompagnano la preparazione al sonno.
Anche per questo, mantenere una temperatura ideale per dormire può contribuire a creare condizioni più favorevoli al riposo.
Per disperdere calore, il corpo aumenta il flusso sanguigno verso la pelle e, in particolare, verso le estremità. Se però la temperatura della stanza e dell’ambiente esterno rimane molto elevata, questo processo può diventare più difficile.
Il risultato? Possiamo avere un sonno più disturbato, con un maggior numero di risvegli e una minore sensazione di recupero al mattino.
Più caldo significa davvero meno sonno?
A quanto pare sì.
Uno degli studi più ampi sull’argomento ha analizzato il sonno di 47.000 persone in 68 Paesi, mettendole in relazione con i dati meteorologici locali.
I ricercatori hanno osservato che temperature notturne più elevate tendono a ritardare l’inizio del sonno, riducendone così la durata complessiva.
In altre parole, quando le notti diventano molto calde, il nostro organismo ha maggiori difficoltà a mantenere le normali abitudini di riposo. Non sorprende, quindi, che il rapporto tra caldo e insonnia diventi particolarmente evidente nei periodi più afosi dell’anno.
Lo stesso studio ha inoltre elaborato alcune proiezioni sul futuro: entro la fine del secolo le temperature non ottimali potrebbero essere associate a una perdita media di circa 50-58 ore di sonno per persona ogni anno.
Cambiamento climatico: il problema sono anche le notti
Durante un’ondata di calore non conta solamente quanto sale il termometro nelle ore centrali della giornata. Per il nostro organismo è altrettanto importante ciò che accade dopo il tramonto.
Normalmente le ore notturne permettono alle persone, agli edifici e all’ambiente di disperdere parte del calore accumulato durante il giorno. Quando invece la temperatura rimane alta anche durante la notte, questo recupero diventa più difficile.
Nelle città il fenomeno può essere ulteriormente amplificato dall’isola di calore urbana: edifici, asfalto e altre superfici trattengono il calore accumulato durante il giorno e lo rilasciano lentamente nelle ore successive, contribuendo a mantenere più elevate le temperature notturne.
Ecco perché una successione di notti molto calde può tradursi non soltanto in qualche ora di sonno persa, ma anche in stanchezza accumulata, difficoltà di concentrazione e una generale sensazione di minore recupero.
Chi risente maggiormente delle notti calde?
Il caldo non sembra influenzare tutti allo stesso modo.
La ricerca ha rilevato effetti più pronunciati tra le persone anziane, le donne e chi vive nelle regioni già caratterizzate da temperature elevate.
Anche le caratteristiche dell’abitazione possono fare la differenza: esposizione al sole, ventilazione, isolamento termico e possibilità di raffrescare gli ambienti contribuiscono a determinare il microclima della camera da letto.
Proprio per questo, in un futuro caratterizzato da estati più calde, creare un ambiente favorevole al riposo potrebbe diventare una parte sempre più importante della nostra quotidiana igiene del sonno.
Come proteggere il nostro “Sano Dormire” dal caldo?
Non possiamo controllare la temperatura esterna, ma possiamo intervenire sul piccolo ambiente che ci circonda mentre dormiamo.
Alcuni semplici accorgimenti possono aiutarci a rendere la camera da letto più confortevole durante le notti più calde:
- limitare durante il giorno l’ingresso diretto dei raggi solari con tende, persiane o tapparelle;
- arieggiare la stanza quando la temperatura esterna si abbassa;
- scegliere lenzuola e tessili leggeri e adatti alla stagione;
- evitare di lasciare accesi inutilmente dispositivi elettronici e altre fonti di calore;
- mantenere il più possibile regolari gli orari del sonno;
- prestare attenzione all’intero sistema letto, perché materasso, guanciale, rivestimenti e biancheria contribuiscono a determinare il comfort che percepiamo durante la notte.
In particolare, scegliere materassi traspiranti e materiali capaci di favorire una buona circolazione dell’aria può aiutare a limitare l’accumulo di calore e umidità durante il riposo.
Anche le caratteristiche delle schiume utilizzate nel sistema letto possono incidere sulla percezione di freschezza. Ad esempio il Memory Fresh Blue: grazie alla sua particolare composizione e a una speciale nanotecnologia (PCM), è in grado di assorbire il calore quando è in eccesso e di rilasciarlo gradualmente quando la temperatura si abbassa, mantenendo così la temperatura ideale per l’addormentamento per diverse ore.
Un ambiente confortevole è un alleato del nostro riposo
Il cambiamento climatico ci ricorda che il benessere notturno non dipende solamente da quante ore trascorriamo a letto.
Temperatura, ventilazione, umidità e caratteristiche dell’ambiente in cui dormiamo partecipano tutti al comfort necessario per un buon riposo.
Se le notti diventano più calde, diventa quindi ancora più importante progettare la camera da letto come un vero spazio dedicato al recupero, prestando attenzione al microclima e scegliendo soluzioni adatte alle diverse stagioni.
Perché prenderci cura dell’ambiente in cui dormiamo significa, notte dopo notte, prenderci cura anche del nostro Sano Dormire!